Mono​/​Stereo

by Lullabier

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  • Compact Disc (CD) + Digital Album

    Comes in a triple digisleeve folded in printed tracing paper, with collages by Stefano Gentile and layout by Deison.

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1.
Puzzle 03:39
PUZZLE (che tratta del tentativo di mettere insieme i pezzi) Ho trovato un vecchio diario pieno di pagine strappate senza i dettagli delle quali non posso completare il puzzle. C’era una vita intera tranne qualche scena. Le tessere mancanti sono sepolte in un alter-ego che qualche volta è la parte di me probabilmente più sincera. C’era una vita intera tranne qualche scena. Dai bagagli chiusi restan fuori alcune cose.
2.
Sedici 04:20
SEDICI (in cui si narra un episodio del passato) Quando vivevamo nel presente capivi che non capivo niente. I giardini erano il mondo, i lampioni come lune intorno. In cerca di nidi ospitali scoprivamo panchine accoglienti. Le piante mi sembra che fossero, come gli occhi, tinte di azzurro. Ripasserò: chissà se poi avremo un po’ di tempo per noi. Non pensavo a dover diventare, mi bastava soltanto essere. Spesso non vivevo ma, in disparte, osservavo me stesso vivere. Tu facevi sembrare semplice l’idea di gettare un primo ponte, ma sai che a volte perdo l’attimo: al mio ritorno lo attraverserò. Ripasserò: chissà se poi avremo un po’ di tempo per noi. Un frammento è tutto ciò che avrò, qualcosa a cui pensare, anche se so che sarà il modo ideale per cercare di farmi del male.
3.
Trifoglio 02:41
TRIFOGLIO (che utilizza un motivo ricorrente nella poesia crepuscolare) Mi chino e raccolgo un verde trifoglio; vicino ha un fratello col petalo in più che non coglierò. Ripenso al giardino di fiori non colti, di vite accennate, di cose mai state, che mi incantano. Sono comodo solo nel sonno, la mente vaga cercando tregua.
4.
Indagine 03:44
INDAGINE (in cui viene affrontato un tipo particolare di egoismo) Se spossato rincaso, indaghi sul mio viso: sospetti inquietudine nascosta in un sorriso. Vuoi che condivida ogni ombra muta, ma la malinconia è solo mia. Ho aspettato a lungo per fare un altro passo, ho sprecato del tempo su una gamba soltanto. Vuoi che condivida ogni ombra muta, ma la malinconia è solo mia.
5.
Soliloquio 05:07
SOLILOQUIO (che andrebbe ascoltata prima di “Colloquio” dei Le Masque) Non chiedo la grazia divina del sogno, né la scintilla del genio: una vita tranquilla mi basta, una vita meschina. Per questa manía solitaria m’occorrerebbe un’onesta casa, assai vecchia e modesta, con molta luce e buon’aria, con alberi verdi e da frutti d’intorno, sepolta tra un folto di pergole ombrose; ma molto, ma molto lontana da tutti. Un’assai vecchia dimora, linda, ospitale ed ammodo, un po’ rozza e semplice al modo delle massaie d’allora; e in questo rifugio all’antica, vorrei, nell’oblío secolare, illudermi di riposare da un’immaginaria fatica. Che sonni, che sonni tranquilli da bimbo nella sua cuna, le notti col lume di luna, le notti col canto dei grilli! Vorrei pure scrivere, senza fatica, dei versi: ma sparsi a spizzico, da giudicarsi con una bonaria indulgenza: dei versi bizzarri, rimati secondo la mia prosodía, con molta malinconía e quasi niente grammatica: e il lusso da milionario vorrei per un mese, d’avere a nolo per cameriere un dottore universitario per mettere in bella copia le mie bislacche parole e dirmi dove ci vuole la lettera semplice o doppia. O gioia di essere solo! non l’ombra d’un conosciuto vicino, toltone il muto dottore che avrei preso a nolo. Non ascolterei che la sola Natura, l’unica amica; non compirei piú la fatica di dire una mezza parola. Avrei con me qualche rado libro, assai fuori di mano; andrei per i campi pian piano senza saper dove vado; nella mia testa i pensieri andrebbero com’io li lascio andare, tutti a rifascio, i piú pazzi con i piú seri: e a sera, sull’imbrunire, un letto fresco e profondo mi smemorerebbe del mondo con la voluttà di dormire. Se un semplice regime uguale bastasse a guarirmi dal tedio! Ma in simile caso il rimedio sarebbe peggiore del male. Non guarirei, ne son certo, da tutte queste torture imaginarie, neppure se andassi in mezzo al deserto; il male, purtroppo, non sta di fuori, ma nel mio interno, ed è un prodotto moderno come l’elettricità: è come un tarlo che roda addentro, senza mai posa, ed era in addietro una posa ormai passata di moda. Oh come darei le parole inutili e l’opere vane dell’uomo, per essere un cane che dorma placido al sole! Per esser la foglia o l’insetto o l’albero o il gufo o il leone, per non aver la ragione, per non aver l’intelletto. (tratto da C. VALLINI, Un giorno, Torino, Streglio, 1907)
6.
Notturni 04:17
NOTTURNI (in cui si evidenziano i dualismi alla base di una famiglia) Di notte si preoccupa e vede tutto nero, eppure, quando mi sveglia, colora i muri intorno. Di notte è volubile, pensieri come turbini; solo nelle ore dispari vorrebbe un piano stabile. Di notte è un ossimoro: nel suo mondo caotico ha origine il mio ordine che non posso descrivere. Ogni notte sii la mia sorte.
7.
O.O.B.E. 05:40
O.O.B.E. (che illustra uno degli insegnamenti del Taijiquan) Quando il letto m’inghiotte, e sono ancora me tutti i pesi di ieri che non so sollevare, provo ad immaginarmi scalzo, ben radicato sopra il prato. Provo ad immaginarmi sparso in piccoli pezzi sul prato.
8.
Specchio 03:34
SPECCHIO (in cui viene fatta una dichiarazione che sottende una proposta) C’è un’altra te, tranquilla e razionale, al di là dello specchio, che ti riflette anche quando sei girata di spalle. Come petali che i ciliegi offrono ai venti, guidati insieme dalle stesse correnti. C’è un altro me, emotivo e solare, al di là dello specchio, che mi riflette anche quando penso di esser solo. Come colombi diretti verso altri rami, volando sopra tutti gli esseri umani. C’è un’altra te e un altro me al di là dello specchio. Siamo il nostro riflesso al di là dello specchio. Avremo sempre una metà al di là dello specchio. Saremo il nostro riflesso al di là dello specchio.
9.
Sipario 03:41
SIPARIO (che idealmente giunge ad una conclusione) Ho alimentato un incendio ardendo le mie chitarre: dovrei sentirmi al sicuro facendo il mio dovere. Nel buio si dissolverà la poesia. Si dissolverà. Il rogo ha bruciato il tetto, ma almeno vedo le stelle che, come un caldo lenzuolo, si adagiano sulle spalle. Nell’aria si dissolverà la poesia. Si dissolverà.

about

(ITA) Mono / Stereo è un concept album in cui gli antitetici concetti dell'isolamento e della condivisione si susseguono costantemente. Caratterizzato da una sonorità acustica più accentuata rispetto ai precedenti lavori di Lullabier, si radica nello slowcore e nel dream-pop per evolversi in una più intima forma di cantautorato. Arrangiamenti dal sapore folk e strutture minimaliste fluiscono attraverso l'album, guidando l'ascoltatore in territori di nostalgia e contemplazione.

(ENG) Mono / Stereo is a concept album in which the polar concepts of isolation and sharing constantly follow one another. Featuring a more acoustic focus compared to Lullabier's previous releases, it takes slowcore and dream-pop, and tunes them to a more intimate kind of songwriting. Folk-infused arrangements and minimalist structures flow throughout the album, guiding the listener across nostalgic and contemplative feelings.

credits

released May 7, 2020

Scritto, suonato e registrato da Andrea Vascellari.
Andrea Da Ros ha suonato la chitarra elettrica in Puzzle, Trifoglio e Indagine.
Edgardo Moia Cellerino ha recitato il testo di Soliloquio, che è tratto da Un giorno di C. Vallini (Torino, Streglio, 1907), ed è stato registrato da Alessio Camagni e Federico Calvara.
Mixato e masterizzato da Sergio Dal Cin.
Artwork di Stefano Gentile.
Distribuito da Oltrelanebbiailmare / VeniVersus.

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about

Lullabier Vittorio Veneto, Italy

(ITA) Lullabier è Andrea Vascellari.

Musica terapeutica.
Litanie ascetiche.
Languidi riverberi.
Arpeggi sonnambuli.
Melodie eteree.
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(ENG) Lullabier is Andrea Vascellari.

Therapeutic music.
Ascetic litanies.
Languid reverbs.
Sleepwalking arpeggios.
Ethereal melodies.
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